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Maurizio Camposeo
Statement
Tutto ciò che un artista deve fare è accedere alla parte di quello che è dentro di se...Sentirsi un compositore di uno stato d'animo interiore libero dai meccanismi frenetici umani. Per me dipingere è una dimensione intima da esplorare con gli occhi di un bambino pronto a conoscere l'ignoto con semplicità, attraversare quella porta senza paura, per vedere cosa c'è oltre.
CV
Maurizio Camposeo (1965,Francavilla Fontana) vive e lavora a Vicenza.
Si forma a bottega dal pittore Gildo Camposeo ,suo padre ,e dallo stampatore d'arte Giuliano Busato , iniziando a esporre nel 1986.
Dal 2000 porta avanti un dialogo tra infinità del cielo e l'intensità della terra esplorando la dimensione essenziale in cui abitano i diversi stati dell'animo.
Ispirato dai racconti di alpinismo, si focalizza inizialmente sulla purezza della montagna (2000-2004) ,ricostruendone le distese e i contorni con impressioni di
colore quasi surreali e contrasti definiti , al confine tra terreno ed etereo.
Nel suggerirsi dei cicli pittorici, l'elemento della nuvola acquisisce sempre
maggior autonomia e presto si svincola per andare ad aleggiare in contesti
urbani metafisici (2005-2010), cibernetici e scenografici (2011-2015), aperti
alla fantasia e densi di umanità, con presenze figurative e colori forti.
Alla ricerca di altre frontiere da oltrepassare ,immagina piani piani prospettici e
coordinate spaziali, trampolini ,ponti ,porte e altri punti di passaggio e incontro
tra cumulonembi verso nuove direzioni, alternando momenti di sospensione e
leggerezza (2015-2016 e 2016-2020).
La superficie della tela diventa quindi uno spazio infinito in cui fluttuare e
respirare, una dimensione celestiale dove si sfiorano gli animi e le nuvole si
muovono libere ed evanescenti, pervase da una nuova luce.
Biografia completa- www.mauriziocamposeo.com
Maurizio Camposeo ha esposto a Vicenza, Gorizia, Asiago, Cittadella, Padova, Belluno, Trento, L'Aia-Olanda, Milano, Hong Kong, Venezia, Roma, Firenze, Perugia, Londra, Parma, Parigi, Barcellona, Basilea, Lisbona, Zurigo, Svizzera, Miami, New York, Genova.
Esposizioni selezionate
-2025: Cornice all'evento di Francesco Schianchi -Insula delle Rose Vicenza
-2025:Lucca Art. Fair Italia-Fiera d'arte contemporanea- presso Moho Gallery-Udine
-2024 :Genova Art Fair Italia- Fiera d'arte contemporanea- presso Moho Gallery-UD
-2024:Padova Art Fair Italia- Fiera d'arte contemporanea-presso Moho Gallery-Udine
-2024 :Dieci Piccole Personali, Villa Pojana, Pojana Maggiore-Vicenza
-2023:Luci nel Buio- EneganArt (group show), Strozzina di Palazzo Strozzi-Firenze
-2022:(solo show) Il luogo delle Nuvole, Villa palladiana Caldogno-Caldogno Vicenza
-2021:Appunti d'Arte Contemporanea,(group show) Temporary Art Gallery- Asiago
-2021:Per Grazia Ricevuta(group show),Museo Civico di Palazzo Fulcis-Belluno
-2020:Esposizione permanente, Showroom Motus Legno-Hong Kong
-2020:Tributo Modigliani-progetto online della Fondazione Amedeo Modigliani
-2020:Dalle Saline agli altipiani(group show),Galleria Eufemia-Venezia
-2016:Personal Relation(group show),The Cello Factory-Londra
-2015:Incontri (solo show),Qu.Bi Gallery presso Palazzo Valmarana-Braga Vicenza
-2013:Tra Pietra e Colore, Antica Pieve Di Nanto-Nanto Vicenza
-Approfondimenti sul sito- www.mauriziocamposeo.com
https://mauriziocamposeo.com/esposizioni/
In Studio
Concepts & More
Ricerca dell\\\'equilibrio
Ricerca dell'equilibrio
Nell'arte contemporanea, la ricerca dell'equilibrio non riguarda tanto la simmetria e l'armonia nel senso tradizionale, quanto piuttosto la gestione della tensione, del contrasto e della complessità. Gli artisti di oggi operano in un mondo plasmato da rapidi cambiamenti tecnologici, ibridazione culturale e frammentazione sociale. In questo contesto, l'equilibrio diventa un processo dinamico piuttosto che uno stato fisso: uno sforzo continuo per conciliare forze opposte come ordine e caos, presenza e assenza, materiale e immateriale. Molte opere contemporanee esplorano l'equilibrio attraverso la composizione visiva, ma spesso in modi non convenzionali. Invece di proporzioni perfette, gli artisti possono destabilizzare deliberatamente la percezione dello spettatore, creando composizioni che appaiono precarie o irrisolte. Questa instabilità invita alla riflessione: l'equilibrio non è dato, ma costruito attraverso l'interazione. Le installazioni, ad esempio, utilizzano frequentemente spazio, luce e movimento per creare ambienti immersivi in cui l'equilibrio si sposta a seconda della posizione dello spettatore
Concettualmente, la ricerca dell'equilibrio riflette anche le preoccupazioni sociali e psicologiche più ampie. Gli artisti affrontano temi come l'identità, la crisi ambientale e la globalizzazione, cercando un equilibrio tra l'esperienza individuale e la realtà collettiva. In questo senso, l'equilibrio diventa etico oltre quello estetico: un modo per interrogarsi su come coesistiamo con gli altri e con il mondo che ci circonda. In definitiva, l'equilibrio nell'arte contemporanea non consiste nel raggiungere la perfezione, ma n'abbracciare la contraddizione. Si trova nell'interazione tra forze che resistono a facili soluzioni, ricordandoci che l'equilibrio è sempre temporaneo, sempre in continuo mutamento.
Elke Zweers
Come nasce un quadro
Titolo dell'opera "Nascondere le sofferenze"
Sofferenze che ti vengono addosso inevitabili della vita. Nasconderle.. per quale motivo? Forse vorresti essere luminoso, vivo solare positivo e sentire sempre il tuo corpo leggero, libero, con i tessuti che avvolgono la tua anima mai in tensione eccessiva, ma non è possibile. Per ogni situazione c'è un processo di liberazione, snodare le viscere e liberarle al vento. Vento che spazza via tutto e ricostruisce con l'aiuto della luce, che cambia le situazioni. Un nuovo inizio, un nuovo quadro, una nuova giornata. La luce nasce, cresce, splende, tramonta, si spegne, dando una cadenza come un metronomo al nostro tempo terrestre-o materiale. Durante la giornata il mio stare è sempre apparentemente molto distratto, quasi di assenza-non presenza, in realtà osservo molto e mi sento avvolte un traduttore d'immagini , un paesaggista dell'anima.
Più passa il tempo mi accorgo che oramai sono uscito dal quadro, nel senso che non sono più dominato dalla tela, me lo diceva sempre mio padre...non farti affascinare o dominare dal quadro, ma con la pittura devo dare forma a quei leggeri dolori che ti attraversano il petto.
Una mia cara amica Alice la chiama ricerca, a me piace pensare che questo modo di esprimersi, con grande curiosità, dia un senso al tuo lavoro, c'è molto da fare, ma siamo sulla buona strada.
